I CAMPIONI CHE FECERO IL MITO.

 

MASSIMO PALANCA a

 

Sfide - RAI 2 - APRILE 2004

 

 

 

 

Il documento è tratto integralmente dalla trasmissione di rai 2 - "sfide", mandata in onda ad aprile 2004 che ha reso omaggio al grande Massimo Palanca. 

 

 

Massimo Palanca

 

"Minuto, silenzioso, quasi triste, il piedino di biancaneve la sua forza". Così parlavano di lui negli anni '70 quando giocava nel Catanzaro e la televisione era in bianco e nero. Palanca, il Cruyff dei poveri. A parte una stagione in serie A nel 1972, la storia calcistica del Catanzaro è piena di sofferenze, di campionati nelle serie minori, e povera di soddisfazioni, fino al 1974 quando arriva lui, gracile e minuto, statura non eccezionale, timido e taciturno...... Massimo Palanca, 'O rey, il re di Catanzaro.

 

Palanca commenta: "o' rey è Pelè, e io modestamente non mi sento, neanche la minima parte. Posso essere l' "o rey" di Catanzaro, questo si, però fermiamoci qui e non andiamo oltre, altrimenti dal paragone esci sconfitto. "

 

"L'incoronazione del piccolo re avviene allo stadio olimpico. La Roma incontra il Catanzaro. Quinto minuto, Palanca batte un calcio d'angolo...... "

 

Palanca commenta: Per fare goal da calcio d'angolo c'è da dire che ci vuole l'aiuto di un altro compagno. Per esempio io avevo Claudio Ranieri che si metteva davanti al portiere che non vedeva la palla.

 

"Un giorno davvero speciale, perché dopo quel giorno speciale la difesa della Roma non sa come fermarlo. E' un folletto scatenato. Segna un altro goal, un'altro goal, ed ancora un altro, ed il tabellone dell'olimpico è tutto per lui."

 

Palanca commenta: Dopo la doccia, in sala stampa ci saranno stati almeno quindici giornalisti, ed io pensavo "quindici giornalisti tutti per me? che è successo qui!

 

"E' successo che tutti adesso parlano del suo piede, perché non è la prima volta che segna direttamente da calcio d'angolo. E non solo.... nel calcio si dice che la precisione di battuta sia favorita dal piede piccolo. I compagni lo chiamano anche piedino d'oro, di fata, di biancaneve, e per dirla breve, piedino e basta!"

 

Massimo Palanca io di piede ho sempre avuto il 37.

Intervista di Sandro Ciotti alla Domenica Sportiva del 17/01/1988. "Tutti i grandi cannonieri hanno il piede piccolo, come mai? spiegamolo ai nostri telespettatori

Palanca a Ciotti: "Prima di tutto perché non è cresciuto, e poi perché mi sono dovuto adeguare alla situazione

Intervista al compagno Braglia (indimenticato calciatore anni 70/80 e poi allenatore della promozione in B nel 2003/2004) "lui aveva questo sinistro, che ci poteva scrivere continuamente. Palanca è qui una leggenda per il modo che ha avuto lui nel confrontarsi con tutti come persona.

 

"Ed è con quel sinistro magico che Palanca scrive il nome di Catanzaro nella storia del calcio. Palanca arriva al Catanzaro quando gioca in serie B, e dopo due anni, gioca alla grande, segna 18 goal, è capocannoniere e trascina nuovamente il Catanzaro in serie A.

Dopo quel memorabile 1978, il Catanzaro ed il suo paladino giocano tre anni in paradiso, l'orgoglio della città è alle stelle, ma, come tutte le favole, anche questa è destinata a finire.

Nel 1981 Palanca è un pezzo pregiato del mercato e viene venduto al Napoli. Dovrebbe essere la sua consacrazione, ed invece è un fallimento."

 

Palanca commenta: Purtroppo a Napoli non è andata come avrei voluto. Nelle prime due partite in Coppa Italia ho avuto la sfortuna di sbagliare due calci di rigore

 

Braglia commenta: ma secondo me è perché non lo hanno fatto sentire importante, non lo hanno coccolato, non lo hanno protetto, come fa la gente di qui.

 

Lontano dall'amore di Catanzaro, Palanca è destinato a terminare la sua carriera

 

Palanca commenta: Per quasi un anno non mi ha cercato nessuno, però io non mi sentivo finito. Ero un leone in gabbia

 

Ma il Catanzaro lo ama troppo per poterlo abbandonare. In serie C la squadra lo ripesca da un girone di dilettanti. E' il 1986, Palanca arriva a campionato inoltrato. Lo stadio si riempe di nuovo. Come per incanto, circondato dall'amore dei suoi tifosi, piedino di fata ritorna a stregare. Ed il Catanzaro riconquista la serie B. L'anno successivo il Catanzaro è di nuovo forte. La serie A si riavvicina. 14/02/1988 il Catanzaro ospita la Triestina. A pochi minuti dalla fine della partita l'arbitro assegna un rigore al Catanzaro. Palo, la partita è finita. Forse quel giorno di febbraio quando mancavano ancora 17 partite alla fine del campionato, Palanca vide nel futuro, vide che quell'anno il suo Catanzaro non avrebbe raggiunto la serie A per un punto, per un punto solo.

 

Palanca commenta: Ed in quel momento mi è cascato il mondo addosso. Mi è capitato di avere una crisi di nervi..... mi hanno portato fuori di peso.... e ce n'è voluto prima che mi riprendessi. Però quello che mi ricordo, è che ho sentito un grande applauso

 

Dopo quel rigore sbagliato, Palanca si ritira. Oggi è ritornato nelle marche per cercare nuovi talenti per la federazione. Ma a Catanzaro nessuno potrà mai dimenticarlo

n.d.r. - In realtÓ Palanca gioc˛ nel Catanzaro ancora un paio di anni. Termin˛ la sua carriera nella partita contro il Barletta a 38 anni

A cura di Luca Correggia